DA LINEARE A CIRCOLARE

Grazie a un processo innovativo che dà nuova vita a uno scarto agroalimentare, il siero di latte, convertendolo in prodotti ad alto valore aggiunto, BioinnoTech, fornisce un esempio concreto di economia circolare. 
Di Erika Andriola, Rosita Pavone e Maria Pisano, fondatrici di BioInnoTech. Vincitrici del Premio Sapio Startup

BioInnoTech, giovane startup pugliese, nasce nel 2016 dall’idea di 3 biotecnologhe che hanno deciso di coniugare le conoscenze scientifiche con la passione per l’ambiente e per il proprio territorio per valorizzare uno scarto dell’industria agroalimentare e dargli una nuova vita. Siamo partite ispirandoci al concetto di bioraffineria: un sistema produttivo finalizzato alla conversione sostenibile di biomasse naturali in una varietà di prodotti commercializzabili ed energia. La business idea di BioInnoTech è nata osservando uno dei principali settori produttivi nazionali ed europei, quello agroalimentare, ed individuando un’importante problematica, in linea con le competenze tecnico-scientifiche del team: la gestione dei residui produttivi.

Ad oggi è noto che la gestione degli scarti di lavorazione occupa uno spazio considerevole in termini di tempo e risorse economiche nella normale amministrazione di una attività produttiva. La normativa vigente impone severi criteri per garantire che la gestione degli scarti di lavorazione sia corretta e quanto più possibile finalizzata a riduzione o riutilizzo degli stessi. Nonostante ciò, non è raro leggere sui quotidiani notizie di smaltimento inappropriato dei rifiuti industriali, fenomeno che nella maggior parte dei casi causa danni all'ambiente. BioInnoTech ha focalizzato la sua attenzione sul settore caseario, uno tra i principali dell'economia italiana ed europea. In Europa, si producono 10 milioni di tonnellate di formaggio all'anno che generano circa 90 milioni di tonnellate di siero di latte. Il siero di latte è il principale refluo di questa filiera produttiva. A causa della sua composizione chimica, il siero, ha un impatto negativo sull'ambiente e, per questo motivo, deve essere smaltito opportunamente. Con la fondazione di BioInnoTech, partendo dalla formazione universitaria e, forti delle esperienze maturate in Italia e all’estero, ci siamo concentrate in una attenta analisi dei bisogni di mercato stringendo forti relazioni con i principali attori del settore caseario del territorio pugliese. In Puglia, ogni anno vengono smaltite circa 35000 tonnellate di siero. Dal punto di vista della sua composizione, questo refluo liquido è costituito mediamente dal 6% di solidi (composti organici) e per la restante parte da acqua. Esso è caratterizzato da un’elevata carica inquinante che ne impedisce il diretto scarico al suolo o nella rete fognaria, necessitando di opportuno trattamento.

I metodi attuali di recupero non compensano l'intera produzione di siero (il 40% non trova applicazione ed è trattato come rifiuto speciale) e i metodi di trattamento sono altamente costosi (30€ a tonnellata). Fin da subito abbiamo rilevato un grande malcontento dei produttori caseari, costretti a doversi accollare una spesa non indifferente per praticare una corretta gestione di questo refluo. Nella stessa Puglia, negli anni spesso si è verificato che, a causa dei grossi volumi prodotti (il 90% del latte utilizzato per la produzione di latticini si trasforma alla fine del processo produttivo in siero) e degli alti costi di recupero/smaltimento, questo sottoprodotto sia stato sversato direttamente sul suolo causando un forte impatto ambientale. Eventi di questo tipo generano, infatti, fenomeni di impoverimento del suolo e danni alla biodiversità del territorio. Ai nostri occhi, il siero è apparso, invece, una risorsa importante da cui ottenere numerosi derivati che consentono di creare valore aggiunto a partire da una materia prima ad elevata disponibilità. BioInnoTech ha attuato la valorizzazione del siero di latte. L’impiego delle biotecnologie consente, infatti, il recupero delle proteine del siero da una parte e la produzione di biomasse microbiche dall’altra. In particolare, un processo fermentativo innovativo, consente di ottenere come prodotto finale lievito di birra, utilizzabile in numerosi settori tra cui panificazione, mangimistica animale, enologia, birrificazione e nutraceutica. Il processo, frutto di un anno di ricerca e sviluppo, consente l’abbattimento del potenziale inquinante del siero e, allo stesso tempo, l’ottenimento di prodotti ad elevato valore aggiunto che valorizzano economicamente il territorio.

La startup è in grado da un lato di offrire alle aziende casearie un servizio di raccolta del siero alternativo e più economico, dall’altro di portare sul mercato prodotti ad elevato valore aggiunto attraverso un innovativo processo eco-friendly. Il processo, messo a punto dal team di BioInnoTech nei laboratori del Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Biofarmaceutica dell’Università degli Studi di Bari “A. Moro”, e patent pending in Italia, ha già beneficiato di numerose manifestazioni di interesse da parte di industrie lattiero casearie, distributori di lieviti e distributori/utilizzatori di proteine. Il modello di business di BioInnoTech prevede da un lato il servizio di raccolta dei reflui lattiero caseari presso i caseifici a tariffe vantaggiose rispetto a quelle presenti sul mercato (la tariffa offerta da BioInnoTech sarà circa 3 volte inferiore). La raccolta dei reflui finalizzata non al mero smaltimento ma al recupero e alla valorizzazione ha permesso a BioInnoTech di creare un fitto network di aziende casearie interessate a usufruire del servizio. L’interesse scaturisce da un tangibile vantaggio economico sulle tariffe, e dalla partecipazione a un ciclo eco-friendly, aspetto che inserito in una opportuna campagna di marketing può tradursi in un ulteriore vantaggio economico, oltre che di immagine. BioInnoTech d’altra parte, intende portare sul mercato diversi prodotti ad elevato valore aggiunto da commercializzare mediante un modello B2B.

Le due principali tipologie di prodotti sono:

  1. lievito di birra nelle forme solida, semi-solida e liquida per diverse applicazioni tra cui la panificazione, la mangimistica animale, l’enologia, la birrificazione e nutraceutica. La produzione di lieviti partendo dal siero di latte costituisce un'innovazione rispetto ai processi tradizionali che utilizzando le melasse, materie prime di importazione (principalmente dall’Asia), più costose e meno disponibili.
  2. proteine del siero nelle forme idrolizzata, isolata o concentrata, liquide o liofilizzate; le proteine del siero di latte sono comunemente utilizzate per applicazioni alimentari e nutraceutiche, in particolare in formulazioni per neonati e alimenti funzionali per sportivi.

Esse possiedono proprietà antimicrobiche, antiossidanti, antiipertensive, immunostimolanti e antitumorali. Le proteine del siero hanno anche applicazioni non alimentari, ad esempio sono utilizzate come riempitivo nell’industria conciaria. Per i prossimi 12 mesi la startup sarà impegnata nell’elaborazione di uno studio di fattibilità finalizzato alla stesura di un piano industriale. Il modello sarà basato su trial effettuati su scala pilota, ovvero una scala intermedia che consenta di effettuare cicli di produzione di medie dimensioni più facilmente paragonabili a un impianto industriale reale. L’obiettivo che la startup ha pianificato è la conduzione di test adoperando strumentazione idonea alla produzione di alimenti, in modo tale da ottenere i volumi di lievito e proteine necessari per effettuare un parallelo test sul mercato dei prodotti.

Inoltre, si avvierà un’intensa campagna di marketing. Attualmente, la startup è impegnata in una fase di ricerca fondi, finalizzata a ottenere una solida base economica che possa sostenere le attività di test pianificate. Tali attività getteranno le basi per l’elaborazione e la messa in opera del piano industriale. BioInnoTech è una giovane azienda focalizzata sulla sostenibilità ambientale, ma ha anche un risvolto sociale con una vision ben definita: trasferire l’importante messaggio del rispetto per l’ambiente e per la natura e passare da una economia lineare ad una economia circolare in cui un rifiuto diventa risorsa per la produzione di un nuovo prodotto.



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