NUOVE CONOSCENZE PER LA SALUTE

Parliamo della prima start-up del settore biotech a nascere in Trentino Alto Adige. I suoi prodotti generano nuova conoscenza rivelando dati che prima non erano accessibili, elemento chiave per sviluppi importanti nel campo della salute.
A cura della Redazione - Intervista a Massimiliano Clamer, Presidente Immagina Biotechnology, Trento

Immagina Biotechnology S.r.l. è la prima start-up del settore biotech a nascere in Trentino Alto Adige. Nata nel 2014 dopo anni di ricerca sviluppata nei laboratori del Centro di Biologia Integrata dell’Università di Trento e dell’Istituto di Biofisica del CNR (CNR-IBF) l’azienda ha sviluppato una piattaforma tecnologica attualmente concretizzata in tre linee di prodotti: Smart beads, RiboNext e RiboLace.

La tecnologia brevettata RiboLace è già sul mercato, e permette di isolare ribosomi in attiva traduzione e di definirne la loro localizzazione durante l’attività traduzione delle informazioni incorporate nell’RNA (acido ribonucleico). La tecnologia permette quindi di capire meglio come funzionano le cellule, sia sane, sia malate, con ricadute in campo applicativo e nella ricerca di base, soprattutto nell’ambito della medicina personalizzata. La start-up lavora in questo momento su cancro e malattie neurodegenerative, ma la tecnologia è assolutamente versatile e può essere applicata ad organismi e patologie diverse. IMMAGINA è attualmente in affitto presso un incubatore scientifico para pubblico trentino: la Fondazione Bruno Kessler. Il team IMMAGINA ha raccolto, dall’anno della sua fondazione, circa 1 milione di euro in finanziamenti pubblici (̴50%) e privati (̴50%).

Ad inizio 2017 è stato portato a termine un importante round investimento, sottoscritto da Business Angels provenienti dai tre territori dell’Euregio (Trentino, Alto Adige e Tirolo). A scommettere sulla sua espansione futura con un decisivo finanziamento sono stati tre gruppi territoriali.

Per il gruppo BAN Trentino sono intervenuti Michele Gubert, Mauro Cogoli, Giovanni Zobele e Stefano Rossi anche con un apporto tecnico e di strutturazione del progetto. Per l’Alto Adige è intervenuto nell’investimento l’imprenditore Harald Oberrauch, titolare della Technicon S.p.A., finanziaria che controlla le società Alupress S.p.a e Durst Phototechnik S.p.a. di Bressanone e la TBA-Tyrolean Business Angel s.r.l. di Innsbruck. Per il Tirolo invece è intervenuto Hermann Hauser con la Hermann Hauser Investment Gmbh. Hauser è un investitore noto a livello mondiale e in particolare nella Silicon Fen, con più di 30 anni di esperienza nel trasferire risultati scientifici sul mercato. Hauser, oltre ad essere membro della Royal Society inglese, ha contribuito al successo di più di 100 start-up ad alto contenuto tecnologico.

I prodotti sviluppati da Immagina Biotechnology S.r.l possono essere acquistati sia dai laboratori di ricerca, sia da nuove aziende farmaceutiche impegnate nello sviluppo di farmaci che modificano l’espressione genica a livello di RNA. Un mercato estremamente vasto a livello mondiale: solo per la parte di tecnologia già sviluppata e commercializzata per la purificazione dell’RNA il giro d’affari è di circa 300 milioni di euro, cifra che sale a più di un miliardo di euro se si includono i potenziali sviluppi in campo clinico. In IMMAGINA lavorano attualmente tre dipendenti che aumenteranno gradualmente a cinque nel 2018. È partecipata da 8 soci e ha un proprio “advisory board” scientifico e commerciale. Gli stessi investitori partecipano attivamente all’operatività aziendale. L’azienda è ancora fortemente radicata sul territorio e cerca di collaborare molto intensamente, nonostante le criticità caratteristiche del “sistema Italia”, con l’Università di Trento e l’Istituto di Biofisica del CNR.

Tra i principali scogli da affrontare, per aziende innovative come IMMAGINA, si possono elencare:

  • la caotica e poco innovativa gestione delle proprietà intellettuali tra pubblico e privato, per aziende dall’altissimo know-how intrinseco
  • l’errata base culturale, tutta italiana, del privato che sottrae risorse al pubblico con conseguente difficoltà nelle collaborazioni
  • la mancanza di incentivi nelle università per favorire la nascita di nuove aziende: di fatto si vuole fare business solo in assenza di rischio (economico o di prestigio). Operativamente, molti prodotti IMMAGINA sono ad oggi in una fase di test sul campo e ci si sta preparando allo scale-up ad inizio 2019.


IMMAGINA: background scientifico
La tecnologia alla base di IMMAGINA Biotechnology Srl nasce da pioneristica ricerca di base in campo biologico effettuata al Centro di Biologia Integrata dell’Università di Trento (CIBIO-Uni- Trento) e all’Istituto di Biofisica-Trento del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Queste attività, iniziate circa 10 anni fa, erano focalizzate a caratterizzare le stampanti molecolari presenti nelle nostre cellule, chiamate ribosomi.

Sulla base di preliminari scoperte scientifiche in questo campo è nata IMMAGINA BioTechnology Srl, un’azienda volta a risolvere tre problemi di base:

  1. Tutte le cellule umane, per poter funzionare, trascrivono l’informazione genetica su un testo chiamato mRNA (acido ribonucleico messaggero), ma solo una percentuale tra il 10% ed il 70% di questo viene tradotto dai ribosomi in proteine, i mattoni funzionali delle nostre cellule. Ci sono quindi ribosomi attivi e ribosomi non attivi, ma attualmente non si è in grado di discriminare tra loro.
  2. Per conoscere i livelli di proteine, si misura l’RNA, ma i sistemi ad oggi disponibili sono costosi, poco efficienti, o non accurati abbastanza per discriminare tra ribosomi attivi e non attivi.
  3. I primi due punti causano ricadute drammatiche in campo clinico. Se non si ha una misura accurata dei livelli di proteina, non si può seguire bene l’efficacia di una terapia, si riduce il successo nello sviluppare nuovi farmaci e molti trial clinici hanno più probabilità di fallire. Infatti, quando le proteine funzionano male, non vengono prodotte, vengono over espresse o non lavorano in modo coordinato, si possono manifestare svariate malattie (es: cancro e malattie neurodegenerative).


IMMAGINA ha sviluppato una piattaforma tecnologica unica per risolvere questi problemi, ed alcuni prodotti sono già sul mercato. Rispetto a ciò che è oggi in uso, IMMAGINA propone soluzioni 10x più veloci, più semplici da usare, più accurate, che richiedono meno materiale biologico per l’analisi e che non fanno uso di anticorpi (riducendo variabilità e problemi di specificità).

Alcune domande a Massimiliano Clamer, 34 anni, presidente di IMMAGINA. Qual è la piattaforma usata e quali sono i prodotti di punta?
La piattaforma IMMAGINA si basa su tre pilastri 1) una libreria di molecole derivante da antibiotici che naturalmente legano i ribosomi; 2) un knowhow di chimica combinatoriale e 3) una serie di supporti solidi con applicazioni indipendenti. Tutti i prodotti principali sono sviluppati per essere accoppiati a massive analisi di sequenziamento (Next-Generation Sequencing, NGS) con strumentazioni già presenti nei laboratori di ricerca e negli ospedali. Il prodotto di punta, chiamato Ribo- LaceTM è un kit innovativo per ribosome profiling, cioè per definire la posizione dei ribosomi attivi sull’RNA. RiboLaceTM è ad oggi in uso in svariati laboratori a livello mondiale, è già stato prenotato da molti distributori ed è in fase di scale-up.

Quali sono i vostri obiettivi futuri?
Gli obiettivi a breve termine riguardano

  • l’ottimizzazione dello scale-up di RiboLaceTM,
  • il posizionamento sul mercato di un secondo prodotto complementare,
  • l’ampliamento della piattaforma tramite partnership strategiche con leader mondiali del sequenziamento.


A lungo termine, si sta invece pensando di sviluppare prodotti volti alla validazione di alcuni biomarcatori associati ai ribosomi attivi, spostando quindi l’interesse verso aziende farmaceutiche e cliniche.

Sono ipotizzabili risultati per le persone a breve termine?
È presto per dirlo, ma sicuramente i prodotti IMMAGINA stanno avendo un impatto importante sulla ricerca di base. I prodotti IMMAGINA generano nuova conoscenza rivelando dati che prima non erano accessibili, elemento chiave per sviluppi importanti nel campo della salute.



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