Green economy, economia circolare e politiche energetiche Il ruolo possibile dell'idrogeno

A febbraio si terrà la seconda Giornata di Studio della XVI edizione del Premio Sapio per la Ricerca e l’Innovazione. Il tema scelto è quanto mai attuale e importante: si parlerà di politiche ambientali, di nuovi scenari sul fronte dell’energia, delle opportunità messe a disposizione da vettori innovativi, che ci proiettano direttamente nel futuro.
A cura della Redazione - Intervista a Alberto Dossi, Presidente del Gruppo Sapio

L'Unione Europea stabilisce un quadro comune di misure per ridurre la dipendenza dal petrolio e attenuare l'impatto ambientale dei trasporti, promuovendo l’utilizzo di combustibili alternativi; tra questi l’idrogeno assumerà un ruolo sempre più rilevante nei prossimi anni.

Il titolo della seconda Giornata di Studio della XVI edizione del Premio Sapio per la Ricerca e l’Innovazione è Green economy, economia circolare e politiche energetiche - Il ruolo possibile dell’idrogeno e si propone proprio di affrontare approfondire questi temi, che sono al centro dell’interesse del mondo produttivo a livello mondiale. Questo perché il settore energetico, che è un aspetto decisivo della green economy, è al centro di una profonda trasformazione, guidata in parte dalle politiche climatiche e in parte dalle evoluzioni delle tecnologie e del mercato. Il principale segnale di questa trasformazione è rappresentato dallo spostamento degli investimenti verso nuove forme di produzione energetica a basse emissioni e verso interventi per l’efficienza energetica e la mobilità sostenibile.


Dott. Dossi, quale ruolo svolge il Gruppo Sapio in questo contesto?

Il Gruppo Sapio opera nel settore dei gas tecnici e medicinali dal 1922, anno della sua fondazione. Possiamo contare su una consolidata esperienza nelle applicazioni dell'idrogeno per la mobilità sostenibile poiché siamo stati tra i primi a credere nel suo potenziale quale vettore energetico pulito. La prima stazione di rifornimento di idrogeno è stata realizzata nel 2001 e, a seguire, abbiamo continuato a partecipare in modo attivo a progetti di ricerca e dimostrativi a livello italiano ed europeo.

Il know how sviluppato in oltre novant'anni di attività di produzione, distribuzione ed utilizzo dell’idrogeno è stato messo a disposizione dei principali progetti di ricerca italiani che vedono impegnati i centri di ricerca e le Università nello sviluppo di nuove tecnologie per l’utilizzo dell’idrogeno come vettore energetico compatibile con l’ambiente. Per questo siamo protagonisti del Piano Nazionale di Sviluppo delle Infrastrutture di Rifornimento di Idrogeno per i Trasporti stradali e, insieme a tanti soggetti a vario titolo interessati a questo tipo di mobilità, affronteremo aspetti regolamentari, tecnici e finanziari del settore per permettere lo sviluppo di una rete di rifornimento adeguata entro il 2025.


È un risultato importante, inserito in un quadro di costante crescita dell’azienda.
La nostra espansione è iniziata nel secondo dopoguerra e non ci siamo più fermati. Partiti come azienda familiare abbiamo attraversato le crisi che negli anni hanno colpito l’economia e la manifattura italiana allargando la squadra di comando a manager provenienti dal mercato, puntando sulle competenze delle persone, sui giovani e sull’innovazione.

Questo ci ha consentito di diventare leader sul mercato, di crescere costantemente e di poter quindi dare il nostro contributo alla qualità della vita nel nostro Paese, ad uno sviluppo economico fondato sul rispetto della salute delle persone e dell’ambiente.


Tornando alla seconda Giornata di Studio di questa edizione del Premio Sapio: si parlerà anche di economia circolare.

Riteniamo fondamentale farlo, perché è un nuovo modello sul quale l’industria è chiamata a confrontarsi.

È un’economia pensata per potersi rigenerare da sola, un sistema in cui tutte le attività sono organizzate in modo che i rifiuti di qualcuno diventino risorse per qualcun’altro. È una bella sfida.


Il Premio Sapio continua a proporsi come importante occasione di confronto a livello nazionale, ma anche a dare una occasione importante a tanti ricercatori.
In questi anni il Premio è cresciuto, con l’obiettivo di favorire sempre di più un dialogo costruttivo tra mondo della ricerca, istituzioni e imprese, ma anche di dare un’opportunità in più ai ricercatori offrendo visibilità a loro e alle loro ricerche ed un premio ai più meritevoli. Abbiamo chiuso a novembre il bando per le candidature, con numeri davvero lusinghieri.

Sono 183 le ricerche candidate, di cui 42 per il Premio Innovazione, 50 per il Premio Ricerca junior, 65 per il Premio Ricerca senior, 4 per il Premio Sicurezza e 22 per il Premio Start Up, per un totale di 285 ricercatori e studiosi che concorrono ai 5 Premi previsti. Siamo davvero soddisfatti di questo risultato, anche perché abbiamo la certezza di offrire ad ognuno di loro la possibilità di farsi conoscere e apprezzare per la passione e l'impegno a favore della ricerca e dell’innovazione.



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