SERVONO IDEE, FANTASIA, CORAGGIO

Oltre 50 anni di attività. Che cos’è l’AIRC oggi?
Intervista a Federico Caligaris Cappio, Direttore Scientifico Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro

Oggi 5.000 ricercatori possono lavorare in laboratori di università, ospedali e istituzioni di ricerca in tutta Italia, prevalentemente in strutture pubbliche, con un beneficio tangibile per i sistemi della ricerca e della sanità del nostro Paese. Un vero e proprio esercito di scienziati composto per il 63 per cento da donne e per il 52 per cento da under 40. AIRC rappresenta per tutti loro una garanzia di continuità, indispensabile per mantenere ai più alti livelli la loro competitività all’interno della comunità scientifica internazionale e per il progresso della ricerca oncologica. Nel 2017 AIRC ha potuto erogare alla ricerca 102 milioni di euro, per 602 progetti di ricerca e 78 borse di studio.

102 milioni di euro sono un investimento straordinario che conferma ancora una volta AIRC e FIRC come primo polo privato di finanziamento della ricerca sul cancro nel nostro Paese. Un risultato possibile grazie alla fiducia di 4,5 milioni di sostenitori e all’impegno di 20 mila volontari attivi su tutto il territorio.


Prof. Caligaris, quale posto ricopre la ricerca oncologica Italiana nel panorama mondiale?
AIRC ha contribuito alla competitività internazionale della ricerca oncologica italiana in particolare con i Programmi speciali 5xmille che, a partire dal 2011, hanno finanziato l’impegno di oltre 1.000 ricercatori. L’attività scientifica di questi ricercatori è posizionata ad ottimi livelli nel panorama scientifico internazionale e sta portando a terapie sempre più efficaci e a metodi innovativi di diagnosi precoce, alcuni in iniziali sperimentazioni cliniche che stanno riscuotendo grande interesse a livello europeo e non solo.


Come avviene la selezione delle ricerche alle quali vengono destinati i fondi?

Il metodo per la selezione dei progetti si basa su rigore, competenza, indipendenza di giudizio. La modalità di erogazione dei finanziamenti ha inizio con la pubblicazione di un bando a cui i ricercatori possono partecipare. Ogni progetto candidato al finanziamento è assegnato ad almeno due revisori stranieri e a un membro del CTS-progetti (Comitato tecnico scientifico - progetti) nel caso degli Investigator grant (IG), a tre revisori stranieri per le Start-up, i My first AIRC grant (MFAG) e i progetti speciali. Solo i progetti che ottengono valutazioni estremamente positive da tutti e tre i revisori possono essere finanziati, purché ci siano fondi disponibili. Al termine dei lavori, l'Ufficio di peer review compila una graduatoria di merito in base ai punteggi assegnati dai revisori: la graduatoria con i progetti che meritano di ricevere un determinato finanziamento viene presentata al Consiglio direttivo per approvazione. I ricercatori che hanno ricevuto un finanziamento hanno, a seconda della tipologia di grant, da tre a cinque anni di tempo per svolgere le proprie ricerche. Se il progetto dura cinque anni viene effettuata anche una valutazione in itinere da parte dei revisori per accertarsi che il progetto stia evolvendo come previsto. Terminato il progetto il responsabile stende un rapporto scientifico in cui descrive soprattutto i risultati ottenuti, messi a disposizione della comunità scientifica internazionale sotto forma di pubblicazioni su riviste internazionali specializzate. È questo il metro più importante: se una ricerca ha generato nuove conoscenze utili per affrontare il cancro o ha sviluppato nuovi approcci diagnostici e terapeutici, i risultati sono pubblicati sulle migliori riviste scientifiche internazionali e letti dai ricercatori di tutto il mondo, aggiornando così quella rete di conoscenze condivise che è il punto di partenza verso nuovi obiettivi. Il controllo accurato e severo anche degli aspetti amministrativi e finanziari è la tappa conclusiva del sistema di verifica e controllo di AIRC, per assicurare che ogni contributo dei donatori sia utilizzato al meglio.


Parliamo di ricerca oncologica: quella contro il cancro è una battaglia che si può, almeno in parte, vincere?
L’avere affrontato il problema cancro attraverso la ricerca studiando i meccanismi alla base della cellula tumorale e della sua deviazione dalla normalità e riuscendo poi a tradurne i risultati in reali benefici per i pazienti, ha portato a importanti successi. Oggi infatti disponiamo di cure che assicurano per alcuni tipi di tumore la guarigione o la possibilità di convivervi a lungo: per alcuni, ma purtroppo non (ancora) per tutti. Di conseguenza la ricerca scientifica è la via maestra per arrivare a identificare le caratteristiche molecolari specifiche del singolo tumore e poter scegliere la terapia individualmente più adeguata per il singolo paziente.


Sul fronte della prevenzione qualcosa è cambiato negli ultimi anni?
AIRC da sempre sostiene l’importanza di uno stile di vita sano, sia per prevenire molti tipi di tumori sia per combattere la malattia quando questa si sia manifestata. Non ci stancheremo mai di ripetere quanto sia essenziale abolire il fumo, alimentarsi in modo corretto, svolgere una regolare attività fisica ed evitare l’esagerata esposizione ai raggi solari senza adeguata protezione. Negli ultimi anni l’attivismo di AIRC ha portato ad una maggior consapevolezza nella popolazione. Purtroppo consapevolezza non sempre significa rispetto pieno delle regole sopraesposte, soprattutto nei giovani che, per loro natura, tendono ad amare il rischio. Per questo AIRC continua ad insistere sull’importanza della prevenzione.


Quali sono le linee di ricerca oggi più promettenti?

Da quando, più di cinquant’anni fa, è nata AIRC la ricerca oncologica ha fatto passi da gigante; ora la sfida per vincere la battaglia contro il cancro si sta combattendo in almeno quattro aree cruciali, tra loro distinte, ma nella realtà spesso interconnesse. La prima ha come obiettivo la creazione di una carta di identità molecolare, per ogni singolo tumore, che identifichi le alterazioni genetiche più importanti che ne sono la causa. Contro queste alterazioni già oggi abbiamo una serie di farmaci efficaci da scegliere su base individuale; è quella che si chiama medicina personalizzata o di precisione. La seconda sfida è volta a comprendere perché il sistema immunitario, che ci difende così efficacemente dalle infezioni, non riesce invece a difenderci dal cancro. Negli anni recenti sono stati scoperti alcuni importanti meccanismi che il tumore usa per “anestetizzare” le cellule del sistema immunitario. Queste scoperte, unitamente a grandi progressi tecnologici, sono alla base dell’immunoterapia, cioè della possibilità di stimolare il sistema immunitario a combattere il tumore e stanno portando a sviluppare farmaci capaci di “risvegliare” il sistema immunitario, taluni dei quali utilizzati in specifici tumori. Poi c’è il microambiente che circonda le cellule tumorali: la terza strada punta a capire attraverso quali meccanismi le cellule tumorali riescono a schiavizzare le cellule presenti nel microambiente che le circonda, utilizzandole a proprio vantaggio. L’idea è quella di rendere ostile anziché favorevole il microambiente. La quarta area è tecnologica: sfruttare le nanotecnologie per far arrivare i chemioterapici (attivi sul tumore, ma tossici per le cellule sane, ndr) direttamente sul bersaglio senza danni collaterali».


Ricerca e cura: il trasferimento in corsia dei risultati di ricerca è qualcosa di concreto oggi?
Esiste un legame inestricabile tra progressi nella ricerca sui meccanismi del cancro e progressi nella cura del cancro. I risultati della ricerca dei meccanismi attraverso i quali il cancro si sviluppa e progredisce vengono sempre più rapidamente portati al letto del paziente, vengono cioè trasferiti attraverso quella che viene definita ricerca traslazionale in sempre nuovi e promettenti studi clinici basati sulla possibilità di interferire con i meccanismi specifici scoperti.


I giovani ricercatori in Italia non sempre vengono adeguatamente sostenuti e incentivati a lavorare nel loro Paese: AIRC porta avanti diversi programmi di finanziamento per Start Up e ricercatori sotto i 40 anni.
Alla ricerca italiana, e non solo, servono sempre più le idee, la fantasia, il coraggio e l’azzardo di giovani cervelli. Per questo da sempre investiamo sui giovani attraverso borse di studio e bandi a loro dedicati con erogazioni rese possibili anche grazie ai fondi del 5 per mille. Il nostro obiettivo è far crescere una nuova generazione di scienziati dedicati alla ricerca oncologica nel nostro Paese, fi nanziando un percorso che prevede prima di tutto esperienze formative presso grandi istituzioni di ricerca italiane, e da qui la possibilità di andare all’estero per confrontarsi con la migliore ricerca sul cancro nel mondo. Sono diversi i grant dedicati ai giovani ricercatori come la borsa di studio per l’Italia, la borsa per l’estero e Il mio primo progetto Airc, finanziamento che offre a ricercatori che hanno già maturato una esperienza in un laboratorio di ricerca oncologica in Italia o all'estero, la possibilità di sperimentare per la prima volta in autonomia e indipendenza la conduzione del proprio progetto in una struttura italiana di eccellenza. E poi, c’è da segnalare il finanziamento per le Start-up, assegnato ai ricercatori eccellenti che abbiano già dimostrato una significativa esperienza scientifica in un laboratorio all’estero: attraverso le Start-up possono gestire il lavoro di ricerca in assoluta autonomia avviando un laboratorio in Italia. AIRC sostiene i costi della ricerca, lo stipendio del ricercatore e di due giovani collaboratori.

 

I risultati più importanti che AIRC ha conseguito nel 2016

Ne citiamo soltanto 3 come esempio ma ce ne sarebbero molte di più da illustrare… giusto per dare un campione delle ricerche più significative del 2016:

Una firma molecolare per prevedere l'evoluzione del tumore all'ovaio
Rivista: The Lancet Oncology IF: 28,22
Autori: Delia Mezzanzanica, dell'Istituto Tumori di Milano e altri.
L'analisi di un gruppo specifico di microRNA - MiROvaR - permette di quantificare il rischio che pazienti con carcinoma dell'ovaio vadano incontro a ricaduta dopo il trattamento con terapia standard.

Una nuova promettente cura contro il cancro al colon
Rivista:
The Lancet Oncology IF: 28,22
Autori: Salvatore Siena dell'Ospedale Niguarda di Milano, Silvia Marsoni dell'Istituto per la ricerca e la cura del cancro di Candiolo e altri.
Partita dall'Istituto IRCCS di Candiolo (Torino) e dall'Ospedale Niguarda di Milano, la sperimentazione "Heracles" finanziata da AIRC con i proventi del 5 per mille, ha portato a una nuova, promettente cura contro alcune forme di cancro al colon.

Come dare una mano all'immunoterapia
Rivista:
Cancer Cell IF: 25,52
Autori: Vincenzo Bronte dell'Università di Verona e altri.
Grazie al sistema immunitario il nostro organismo possiede strumenti naturali di lotta contro il cancro, come i linfociti T citotossici, capaci di eliminare le cellule neoplastiche. Il problema è che il tumore sa difendersi, contrastando l'azione di questi killer naturali. Il gruppo di ricerca di Vincenzo Bronte ha individuato nuovi meccanismi molecolari che potrebbero essere sfruttati per aiutare i linfociti T antitumorali nella lotta contro la malattia.



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