DIGITALE E PERSONALE: VERSO UN NUOVO PARADIGMA IN MEDICINA

La XVI edizione del Premio Sapio parte dal CERM di Firenze e propone un confronto sull’evoluzione digitale applicata al mondo dell’imaging, della medicina personalizzata e delle terapie.
Intervista a Maurizio Colombo - Vice Presidente Gruppo Sapio

Il CERM è un centro per la ricerca, per il trasferimento delle conoscenze, per l’alta formazione dell'Università degli Studi di Firenze, che si trova presso il Polo Scientifico di Sesto Fiorentino.

Il Centro è una infrastruttura di ricerca per NMR nelle scienze della vita, supportato dalla Comunità Europea. La missione del CERM si può riassumere in tre punti principali: l'identificazione di proteine a partire dal genoma, attraverso un approccio bioinformatico; caratterizzazione biofisica e determinazione della struttura; progettazione e sviluppo di farmaci.

La collezione di strumentazione al CERM è tra le più avanzate al mondo. Quale luogo migliore, quindi, per ospitare la prima Giornata di Studio della XVI edizione del Premio Sapio dal titolo L’evoluzione digitale applicata al mondo dell’imaging, della medicina personalizzata e delle terapie?

Dott. Colombo, si parte dal CERM.
Dovremmo più correttamente dire che si ri-parte dal CERM. Il punto di partenza del Premio Sapio, l’intuizione iniziale sono legati alla Risonanza Magnetica Nucleare, le nuove applicazioni, lo sviluppo di target innovativi, le frontiere dell’RMN alle soglie del 2000. Ricordo con emozione che il vincitore del Premio Sapio NMR 1999 è stato il Prof. Ivano Bertini del CERM di Firenze, per aver sviluppato la teoria dell'NMR sui sistemi paramagnetici e per averla applicata con successo alla risoluzione della struttura in soluzione di proteine paramagnetiche. È anche grazie a lui che oggi siamo qui ancora una volta a proporre il Premio Sapio alla comunità scientifica. Ci manca molto, è stato per noi un esempio, una guida.

Perché quindi la scelta di tornare in qualche modo alle origini?
Proprio perché il Premio Sapio e il nostro Gruppo hanno un legame a doppio filo con tutti i temi che riguardano l’innovazione e le nuove tecnologie applicate alla salute e alla medicina.

In ogni edizione, dal 1999 ad oggi, abbiamo dedicato una o più giornate di studio a confronti qualificati su queste tematiche, e quest’anno, grazie alla collaborazione con il Prof. Luchinat del CERM e il Prof. Aime dell’Università di Torino abbiamo voluto focalizzare l’attenzione sulle più innovative esperienze legate all’evoluzione digitale applicata al mondo dell’imaging, della medicina personalizzata e delle terapie.

Un tema attualissimo e molto affascinante.


Parliamo quindi di evoluzione tecnologica applicata alla salute?
Sì, un ambito che si sta sempre più affermando e che apre scenari straordinari per la medicina. Parliamo di medicina di precisione, come la chiamano gli americani, un modello che propone sempre di più la personalizzazione, nella diagnosi e nella cura. Ma parliamo anche dell’applicazione di soluzioni tecnologiche che mirano a terapie efficaci, che però garantiscano un impatto meno negativo per il paziente. Solo per fare un esempio, cito la chirurgia guidata da immagini in fluorescenza. La tecnica dell’imaging in fluorescenza e in particolare le applicazioni basate su agenti di contrasto per imaging molecolare, consentono di rimuovere una massa tumorale preservando i tessuti sani e limitando quindi l’impatto negativo per il paziente in termini estetici o funzionali.

Vorrei inoltre ricordare che l’Italia è all’avanguardia nel settore della radioterapia con adroni, che utilizza particelle pesanti - protoni e ioni carbonio in particolare, anziché i raggi X - per colpire le cellule tumorali. Il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (CNAO) di Pavia, protagonista della giornata di studio al CERM grazie alla relazione del suo Direttore, Prof. Orecchia, dispone di un potente acceleratore di particelle concettualmente simile a quello del CERN di Ginevra, in grado di accelerare sia protoni che ioni carbonio. L’adroterapia è un’arma importante per trattare i tumori che si presentano nelle sedi più difficili, e per i tumori più radioresistenti.


Altro tema affrontato è quello della metabolomica. Rappresenta davvero una rivoluzione?
Si tratta di una scienza nuova che si occupa dello studio del metaboloma, una sorta di impronta digitale metabolica caratteristica di ciascun individuo, che in condizioni normali risulta invariante per diversi anni, ma può variare in presenza di patologie anche in fase precoce. Come dice il Prof. Luchinat responsabile dei laboratori del CERM dove si stanno svolgendo questi studi, il metaboloma può essere considerato il prodotto finale delle complesse interazioni tra il genoma (studiato dalla genomica) e l'ambiente. Per questo motivo, mentre i dati del genoma spiegano ciò che potrebbe accadere in un organismo, il profilo metabolico fornisce un'istantanea della fisiologia di quella cellula o di quell’organismo, descrivendo ciò che effettivamente sta accadendo.

Si stanno moltiplicando evidenze che la metabolomica possa essere utilizzata con successo come strumento di diagnosi, anche precoce, prognosi, e stratificazione dei pazienti. Questa scoperta apre nuove prospettive nel campo della biomedicina e della prevenzione, verso un nuovo paradigma nella medicina preventiva e personalizzata. L’indagine metabolomica è anche oggetto di proficue collaborazioni a ponte tra strutture ospedaliere e aziende farmaceutiche, essendo la metabolomica una scienza multidisciplinare in cui collaborano chimici, biologi, medici, e anche statistici e bioinformatici.


Il suo accenno alle collaborazioni, suggerisce una domanda: quanto è importante la messa in rete delle informazioni per creare vera crescita, per rendere davvero utili le scoperte fatte nei laboratori?
Anche questo è un tema trattato durante la Giornata al CERM: gli ecosistemi per l’innovazione sono gli strumenti indispensabili per integrare la filiera - ricerca, trasferimento tecnologico, mercato - e per favorire gli investimenti e la creazione di valore. Questo genera immediate ricadute positive sul Sistema Sanitario in termini di accesso a prodotti e servizi innovativi e di abbattimento dei costi per la diagnosi e la cura.

Come sostiene Andrea Paolini, Direttore Generale di Fondazione Toscana Life Sciences, un ruolo determinante, all’interno degli ecosistemi, è quello delle piattaforme integrate pubblico-private ad accesso aperto che consentano a imprese e organismi di ricerca di sviluppare le proprie progettualità condividendo competenze, strutture e risorse e mettendole al servizio della Sanità. Concordo pienamente, ma per arrivare a questo risultato sono necessarie strategie forti, scelte concordate ed efficaci da parte di tutti gli attori coinvolti. Occorre investire sulle infrastrutture di rete e sulla sicurezza di dati e informazioni. Occorre integrare tra loro i diversi livelli, produttivo, sociale, politico, tecnico e scientifico; forse è questa la parte più difficile.


Evoluzione digitale applicata a salute, scienze della vita e biotecnologie. Qualche esempio?
Oggi parlare di innovazione significa anche parlare di digitalizzazione. Il digitale sta entrando con forza in ogni ambito e settore, compresa la sanità: pensiamo ai dispositivi medici connessi in rete che permettono di erogare servizi a domicilio e alla possibilità di uno scambio costante di informazioni tra pazienti e azienda.

Il Gruppo Sapio crede fortemente nella necessità e nell’urgenza di implementare i processi di digitalizzazione e si sta impegnando su diversi fronti, a partire dall’acquisizione del portale Pazienti.it, passando per le apparecchiature collegate in rete presso le abitazioni dei pazienti, fino all’Open Innovation con approccio digitale.

Per quanto riguarda i Big Data, ad esempio, il Gruppo Sapio sta adottando soluzioni operative che riguardano BioRep, società del Gruppo che opera nel settore delle biotecnologie come Centro di Risorse Biologiche fornendo soluzioni per la crioconservazione di materiale biologico, servizi di laboratorio e di sequenziamento del DNA a istituti di ricerca, aziende biotech e farmaceutiche. BioRep sta lanciando una linea di test genetici predittivi in grado di individuare le patologie e le complicanze a cui ogni soggetto è potenzialmente più esposto. L’affidabilità di questi test dipende ovviamente dalla numerosità dei dati a disposizione e dalla validità dell’algoritmo utilizzato per interpretarli. Siamo consapevoli dell’importanza e del valore economico della prevenzione e, quindi, crediamo nella necessità di mettere a disposizione strumenti in grado di realizzarla concretamente.


La Giornata al CERM, quindi, come occasione per far conoscere cosa si sta facendo in Italia in questi settori?
Non solo. È fondamentale divulgare risultati di ricerca ed esperienze, ma anche condividerle affinché possano portare a ulteriori obiettivi e idee. Queste sono occasioni preziose, nelle quali il Premio Sapio crede molto: occasioni di confronto, di condivisione, per far nascere collaborazioni e mettere in rete ciò che ciascuno è in grado di offrire in termini di conoscenze e soluzioni operative.


Nelle foto: alcuni momenti della Giornata di Studio, 30 marzo, CERM di Sesto Fiorentino.



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