Un filo di Arianna per la Smart City

ARIANNA è un innovativo sistema di navigazione assistita per utenti pedestri con disabilità visive, in grado di funzionare con un’altissima precisione in qualsiasi tipo di ambiente. Il progetto è nato da un team di ricercatori dell’Università di Palermo.
Di Laura Giarrè, Ilenia Tinnirello, Daniele Croce, Domenico Garlisi, Fabrizio Giuliano, Natale Galioto, In.Sight srl e Università degli Studi di Palermo

Arianna è un sistema di navigazione a basso costo e poco invasivo sull’ambiente dedicato alle persone ipovedenti e non vedenti, progettato per aumentarne la mobilità in autonomia al fine di incentivarne una maggiore inclusione sociale.

L’idea di base è quella di utilizzare uno smartphone per un progetto di Smart City: lo smartphone impiegato come strumento di mediazione tra la realtà e le persone. Il sistema permette infatti agli utenti di muoversi guidati dal loro smartphone lungo percorsi prestabiliti, sia in ambienti chiusi che all’aperto, di impostare un percorso per recarsi da un luogo ad un altro, di capire esattamente dove si trovano (ad esempio di fronte al banco check-in di un aeroporto o davanti a un negozio, ecc.), e di essere accompagnati passo dopo passo lungo il percorso.

Il bacino di utenza per queste tecnologie è tutt'altro che una nicchia: secondo le stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, gli ipovedenti e non vedenti sono circa 300.000.000, numero in forte aumento a causa dell’invecchiamento della popolazione. Il sistema, ideato e sviluppato dalla società In.sight srl (spin-off accademico dell’Università di Palermo), risolve quindi il problema della navigazione autonoma e della localizzazione integrando un’applicazione già disponibile su Google Play e Apple Store denominata Arianna, con delle piccole strisce colorate opportunamente progettate e predisposte sul pavimento che sono rilevate attraverso l’utilizzo dello smartphone. 

Il funzionamento di Arianna può essere riassunto nel modo seguente: la fotocamera dello smartphone, orientata verso il pavimento, cattura continuamente le immagini dello spazio prossimo all’utente in movimento e identifica il percorso da seguire.

L'utente, attraverso il suo cellulare, riceve un segnale di vibrazione in modo da capire come correggersi per seguire il percorso. I percorsi che possono essere applicati al pavimento tramite semplici nastri adesivi, vernici o simili materiali, sono l’unico strumento esterno da inserire nei luoghi in cui il sistema deve funzionare. La realizzazione dei percorsi risulta quindi abbastanza semplice, a basso costo e non prevede tempi lunghi di realizzazione (cosa che li rende anche facilmente modificabili).

Lungo il percorso possono essere installati periodicamente dei riferimenti speciali (tag), che consentono di avere altre informazioni, anche audio, legate alla posizione dell’utente in prossimità del riferimento. Ad esempio, possono essere aggiunte audioguide basate sulla posizione automaticamente riconosciuta dal sistema. Questi tag possono essere dei semplici QR code integrati nella striscia, o degli I-Beacon.

Il sistema Arianna può essere impiegato in qualsiasi ambiente, sia al coperto (uffici pubblici, aeroporti, musei, ospedali, centri commerciali, uffici postali) che all’aperto (stazioni, marciapiedi, boschi, percorsi naturalistici e turistici, etc.), e garantisce un basso costo e una semplicità di utilizzo superiore agli attuali sistemi. Arianna è stata già presentata all’interno di varie exhibitions, workshop e conferenze internazionali, e ha consentito ad In.sight di vincere il premio Start Cup Palermo 2014.

Inoltre, nell’anno 2015 In.sight è stata premiata come una delle cinque migliori Start-Up dalla UK Trade & Investment del consolato britannico in Italia e ha partecipato a GOING2EXPO con un consorzio di imprese siciliane con stand presso EXPO 2015 di Milano, e nel 2016 ha vinto il premio Scintille dell’Ordine nazionale degli Ingegneri, e un Progetto Europeo FIC3 nell’ambito FIWARE. Arianna si inserisce nel mercato della navigazione assistita per utenti pedestri, che secondo tutti gli analisti di settore è in fortissima crescita (con un rate annuale di circa il 50% fino al 2020).

Nonostante l’interesse di vari big player per questo mercato, esiste una scarsa attenzione nei confronti degli utenti con disabilità visive. Arianna si rivolge a questo gruppo di utenti, esclusi dai prodotti di massa, attraverso la presenza nei luoghi pubblici dove l’accessibilità per i non vedenti è più importante. Esempi di questi luoghi sono ospedali, uffici, aeroporti, stazioni, zone pedonali, musei; per dare un'idea di questo mercato, si consideri che sul solo territorio nazionale sono stati censiti circa 1000 ospedali, oltre 2000 stazioni e più di 78000 aree pedonali. La normativa nazionale stabilisce che in caso di nuove costruzioni o ristrutturazioni è necessario prevedere segnalazioni per l’orientamento dei non vedenti. Oltre che per la navigazione autonoma, Arianna può essere utilizzata anche per fornire servizi aggiuntivi, anche per persone vedenti, adattabili all’ambiente di riferimento e al caso d’uso, che conferiscono valore aggiunto al sistema di navigazione stesso.

Ad Arianna si possono aggiungere ad esempio:

  • Audioguide
  • Notizie e informazioni connesse ai luoghi (turismo, pagine gialle, eventi, ecc.)
  • Tracking in tempo reale (anziani, figli, …)
  • Generazione e gestione delle mappe
  • Possibilità di vendere spazi pubblicitari.

In.sight dispone già di un prototipo completo del sistema Arianna (applicazione per smartphone, percorsi codificati, sistema informativo) che è attualmente utilizzato in alcune installazioni pilota. La prima installazione permanente di Arianna, è avvenuta all’interno del progetto Turismo Accessibile del Piemonte, per il quale è stato realizzato un percorso di un chilometro nelle Valli del Pinerolese, con diversi punti di interesse per l’ascolto dei versi degli animali delle valli, reso accessibile a persone con disabilità visive grazie ad Arianna. Attualmente il sistema Arianna è istallato presso il Farm Cultural Park di Favara, e in corso di allestimento presso il Museo Mandralisca di Cefalù e l’Istituto dei ciechi Fiorio Salamone di Palermo.



Facciamo qualche domanda alla co-fondatrice e amministratore unico, Prof. Laura Giarré.

Prof.ssa Giarrè, come è nata la start up?
La Start up è nata a seguito di un invito a partecipare alla competizione StartCup Palermo, da parte del prof. La Commare, presidente dell’incubatore ARCA dell'Università di Palermo: partecipando a un evento internazionale per la divulgazione di tecnologie per i non vedenti, in cui presentavamo dei risultati di ricerca con l’idea ancora embrionale del sistema Arianna, ci incoraggiò caldamente a uscire dall’ambiente accademico e fare del prototipo un prodotto da mettere sul mercato.

Partecipammo e vincemmo a StartCup 2014 e cominciammo quest’avventura con In.sight.


Quali altri progetti avete in cantiere?
Per accelerare lo sviluppo di servizi aggiuntivi da associare al sistema Arianna, vogliamo creare una piattaforma aperta in cui gli sviluppatori possano aggiungere servizi legati alla posizione degli utenti e alla creazione di giochi educativi specifici per non vedenti. Vorremmo sviluppare il sistema di navigazione indoor perché diventi un servizio utile per tutti, non solo per le persone con disabilità visive. Inoltre, abbiamo anche altri progetti sia in ambito Smart Grid (ovvero per un impiego efficiente dell’energia elettrica in cui i consumatori si consorziano per sopperire insieme al problema della domanda di carico) e in ambito di IoT (Internet delle cose).


Quali sono le difficoltà che incontrate nel vostro lavoro?
Ci sono varie difficoltà. La principale è legata al fatto che essendo Arianna un sistema che necessita di una infrastruttura, se pur molto economica, per installarlo nei luoghi pubblici occorre che i gestori di tali strutture (le municipalità, i musei, ecc.) possano reperire i fondi necessari ad investire per una società migliore e più inclusiva.


Qual è oggi in Italia il rapporto tra università e innovazione?
L’università crea molte innovazioni ma mancano gli strumenti che le incentivino a passare dai prototipi ai prodotti veri e propri. Affinché la fucina di idee si concretizzi in servizi per il cittadino e nuove tecnologie fruibili da tutti, occorrono investimenti e soprattutto molto coraggio: com'è noto, infatti, solo 1 idea su 5 avrà successo, ma questo ripaga (anche economicamente) del costo di tutti gli altri fallimenti. Le istituzioni pubbliche, gli investitori e a volte anche i giovani, faticano ad entrare in questo tipo di logica e a gestire questo rischio, ma è l'unico modo per fare vera innovazione.



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