INNOVAZIONE E CLIMA

L’aumento dei disastri legati ai mutamenti climatici ha contribuito ad aumentare l’attenzione sulla necessità di adattamento al cambiamento climatico e di progetti di mitigazione del rischio nel settore pubblico e privato. Da qui l’idea di tre giovani innovatori.
Di Piero Pelizzaro - Co-fondatore Climalia

Un nuovo studio condotto da Environmental Business International quantifica in 700 milioni di dollari Usa il potenziale del mercato americano e in 2.5 miliardi di euro del mercato mondiale per i servizi climatici, con una previsione di crescita annua nel range 12-20% per il 2020. Oggi il mercato è guidato dalle grandi società di consulenza e di ingegneria con alcune eccellenze come Acclimatise Uk - prima società al mondo che si occupa esclusivamente di resilienza e analisi del rischio climatico - e The Climate Corporation Us che, nel 2013, è stata acquisita dalla Monsanto per 930 milioni di dollari.

Come riportato dal Financial Times, l’acquisto della Monsanto può essere considerata la prima grande acquisizione nell’ambito dei “big data”. A oggi queste società lavorano principalmente per agenzie governative occupandosi dell’analisi e della pianificazione per la gestione del rischio, anche se sempre più il mercato si inclina all’attuazione e alla costruzione delle misure identificate in fase di analisi. Va evidenziato come alcuni settori dell’economia mondiale non saranno profondamente influenzati dai cambiamenti climatici. Altri hanno preso in considerazione seriamente le minacce derivanti dal cambiamento climatico avviando una dettagliata analisi di scenario, al fine di sviluppare una pianificazione e progettazione iniziale, che in alcuni casi ha portato all’implementazione di misure preventive. In particolare, i governi a livello locale, statale, regionale e nazionale stanno considerando seriamente la minaccia del cambiamento climatico per la salute pubblica e l’epidemiologia, l’agricoltura, la produzione di energia, i trasporti, l’urbanistica, la protezione delle coste e delle risorse idriche.

Nel 2014 io, dopo una lunga esperienza al Kyoto Club, Sara Venturni, ricercatrice formatasi alla Ca' Foscari e al CMCC, e Leonardo Massai, docente a Lille e negoziatore alle COP di lungo periodo, abbiamo fondato Climalia. La società è la prima start-up italiana che fornisce supporto specializzato sull'adattamento ai cambiamenti climatici e la resilienza sistemica. Offre servizi di consulenza quali la gestione del rischio climatico nei processi e prodotti per le aziende private, la pianificazione per l'adattamento e la resilienza territoriale per amministrazioni pubbliche, assistenza tecnica e consulenza ai governi e funzionari pubblici su mitigazione e adattamento al cambiamento climatico dal punto di vista internazionale. Ai classici servizi di consulenza Climalia propone applicativi smart e innovativi per la gestione del rischio, che diventano all’occasione, strumenti di marketing e comunicazione. Climalia è socio attivo di RENA, un’associazione di ispirazione civica e indipendente, aperta a sperimentare politiche innovative.

Con RENA, Climalia è tra gli organizzatori e i promotori della prima Scuola sulla Resilienza italiana realizzata nel 2015 all’Accademia Galli di Como. In questi primi mesi di vita ha ottenuto importanti contratti, soprattutto a livello internazionale. Ha infatti offerto assistenza tecnica alla Indian Ocena Commission per supporto ai delegati governativi di Mauritius, Madagascar, Reunion, Seychelles, Comoros nella partecipazione al negoziato multilaterale sul clima. Ha inoltre offerto supporto tecnico al governo della Repubblica del Madagascar per la preparazione e consegna del Intended Nationally Determined Contribution (INDC) alla Convenzione ONU sul clima e ad UNEP - United Nations Environmental Programme nelle attività del programma Plan Bleu - Building the Mediterranean Future Together.

In Italia, dove il mercato purtroppo fa fatica a prendere piede a causa della scarsa attenzione da parte delle istituzioni governative e finanziarie al tema dei rischi climatici, si sono attivate collaborazioni con la Regione Abruzzo per la definizione della Strategia di Adattamento Regionale, in collaborazione con il CDCA e l'Università dell'Aquila. Oltre a questo Climalia è attiva nella diffusione della cultura della Resilienza organizzando la Scuola sulla Resilienza insieme a RENA e Geoadaptive, società americana all'avanguardia per la georeferenziazione delle informazioni climatiche. La nostra giovane start-up è oggi molto attiva anche nella ricerca strategica finanziata dalla Commissione Europea e nei finanziamenti europei; questo grazie alle collaborazioni strategiche firmate con Acclimatise UK, lo IUAV di Venezia con il gruppo di ricerca planning&climate change guidato da Fransceco Musco, e al coinvolgimento nel progetto RAMSES e Harmonise, che vede come partner Finmeccanica, che sta guardando sempre con più interesse alla resilienza urbana per il suo comparto civile.

Possiamo concludere sostenendo che nel sistema Paese, fatta eccezione per le istituzioni di ricerca, Climalia si distingue tra gli operatori privati essendo l’unica società che si occupa esclusivamente di resilienza e adattamento ai cambiamenti. Se si considera oggi il cambiamento climatico come un elemento inevitabile, possiamo sottolineare anche una certa inevitabilità circa l’emergere del settore dell’adattamento climatico. Infatti, nessuna misura di pianificazione svolta fino a oggi può completamente prepararci per le future condizioni climatiche. Come dice un vecchio proverbio: “La fortuna aiuta i preparati” e le fortune di molti saranno perse o salvate da un’efficace pianificazione climatica.



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