Editoriale

Come sempre, rimaniamo sorpresi ed entusiasti.

Ogni volta che iniziamo a costruire un nuovo numero di D.A. ci accorgiamo di quante idee, di quanti progetti e iniziative, di quanta passione ci sia nel mondo della ricerca italiana.

Tutto questo stride con le difficoltà, con i numeri sui ricercatori che preferiscono rivolgersi all’estero, sugli incentivi e le risorse che mancano, sulla scarsa attenzione verso la ricerca scientifica nel nostro Paese.

Eppure, l’unico modo che abbiamo per evitare la rassegnazione e agire concretamente per il cambiamento, è valorizzare il nostro patrimonio di conoscenze e innovazione, divulgarlo, renderlo noto a tutti.

Abbiamo strutture, persone, studi e idee di eccellenza, e ad ogni numero di D.A. ce ne rendiamo sempre più conto: in ambiti e settori diversi possiamo contare su cervelli eccezionali, che guidano ricerche in grado di portarci avanti, molto avanti. In apertura, due contributi critici sulla ricerca italiana, per capire un po’ di più.

Poi, abbiamo riservato uno spazio importante all’Innovazione: troverete quindi tanti contributi che ci proiettano verso il futuro, ci fanno intravvedere un modo completamente nuovo, più efficiente, più intelligente di affrontare aspetti e problemi della nostra vita. Temi anche molto diversi tra loro, perché quello che vogliamo trasmettere è il concetto di innovazione: una attitudine, una scelta, un approccio nuovo.

Immancabili le sezioni dedicate a medicina e salute e al sociale, per conoscere esperienze e realtà che contribuiscono alla qualità della vita nel nostro Paese.



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